STATISTICHE METEO INVERNO 2022-2023

Eccoci qui per il resoconto sulla stagione invernale 2022-2023, l’ennesimo inverno molto anomalo, una stagione ormai irriconoscibile come vedrete dai dati qui sotto.

Temperature: come sempre per le temperature prenderemo come riferimento la stazione meteo Arpav di Castelfranco Veneto e come media useremo la 1994-2021.

L’inverno 2022-2023 chiude con una media integrale di 5.2 gradi cioè 1.7 gradi sopra la media 1994-2021 e addirittura ben 3.3 gradi sopra la media invernale 1960-1990! In particolare:

– Dicembre +2.1 dalla 1994-2021

– Gennaio +2.6 dalla 1994-2021

– Febbraio +0.4 dalla 1994-2021

Siamo ormai a 10 mesi consecutivi sopra la media recente e questo marzo probabilmente sarà l’undicesimo consecutivo. E’ stata l’ennesima stagione invernale deludente sotto tutti i punti di vista, ennesimo inverno senza neve in pianura e quest’anno addirittura anche la brina non si è fatta vedere spesso. Le uniche due decadi invernali sono state la prima di dicembre e la prima di febbraio quando abbiamo riscontrato temperature almeno in media, per il resto tutte le altre decadi sono state più calde della norma. Il periodo più nefasto è stato proprio attorno alle Feste natalizie quando per oltre 20 giorni consecutivi abbiamo avuto nubi basse e temperature tipiche di novembre o addirittura di fine ottobre!

Qui sotto ecco il grafico delle temperature invernali medie dal 1960 ad oggi, come vedete l’aumento termico è netto e costante, l’inverno 2022-2023 si classifica tra i più caldi degli ultimi decenni, resiste al primo posto l’eccezionale 2013-2014, l’inverno più caldo e piovoso di sempre mentre tra i più freddi spicca il tremendo ’62-’63 seguito dal ’63-’64 mentre al terzo posto tra i più freddi il famoso inverno ’84-’85.

Dal punto di vista pluviometrico registriamo l’ennesima stagione in deficit, deficit che è stato lieve o addirittura nullo in pianura grazie alle piogge di dicembre e gennaio mentre in montagna è stato diffuso e anche abbastanza netto, attorno al 20-40%. Si tratta della settima stagione consecutiva in deficit per i settori montani e ovviamente dal punto di vista dell’accumulo di neve la situazione è altrettanto preoccupante. Non ci resta che sperare il uno sblocco primaverile ma serve uno sblocco serio, con precipitazioni consistenti e a più riprese, infatti oltre al deficit degli ultimi mesi ci portiamo dietro ancora la grave situazione ereditata dal 2022 quindi si parte da livelli già record per falde e riserve idriche in generale.

Un discorso a parte merita l’assenza totale di neve in pianura, un fenomeno ormai quasi scomparso alle quote pianeggianti del nostro territorio, anche quest’anno nulla da segnalare, se non mezz’ora di fiocchi il pomeriggio del 19 gennaio. Nella zona tra Casella d’Asolo e Fonte ma anche in molte altre zone negli ultimi 10 anni si contano ben 5 inverni senza neve e 4 inverni sotto i 5cm di accumulo totale. E pensare che solo andando al periodo 2000-2013 la media nivometrica di queste aree era di 11cm medi annui…